Ero molto legato a Mike, da bambino lo adoravo, e mio padre, che allora faceva montaggio video, lo beccò a un ferrari club dove Bongiorno era invitato. Mio padre lo chiamò e gli chiese di farmi un salutino in video, e lui comincio a far un piccolo spettacolino solo per me (mentre fumava un sigaro ricordo). Era un maestro per me, duro come la roccia, volitivo e rigoroso. Un autentico mercenario, disposto a tutto per compiere il suo mestiere nel migliore dei modi. È vero che nell’ultimo decennio ha subito un declino, ma a me sembra che non sia lui ad essere peggiorato, ma gli italiani, abituati come siamo a mario de filippi e paola perego.

Ciao Mike

Mike e il suo Dio, lo sponsor

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